Nicola Di Bari – La prima cosa bella


EXTRA

RussoTraetto


Oggi è SAN NICOLA di MYRA, patrono di LECCO e di altre città italiane senza distinzione tra settentrione e meridione, greco fu nominato vescovo per caso: i vescovi dei dintorni non si mettevano d’accordo su chi dovesse sostituire il vescovo di Myra morto da qualche giorno e allora decisero per “il primo sacerdote che sarebbe entrato in Duomo all’indomani” e lui era MATTINIERO.

Da qui partecipó a pochi giorni al CONCILIO di Nicea, convocato nel 325 dall’imperatore COSTANTINO. Come si sa al primo che concilio ecumenico del cristianesimo giunsero oltre TRECENTO VESCOVI giunti per discutere sulla natura della SANTISSIMA TRINITÀ, e tra questi ARIO, un teologo berbero che sosteneva (fate attenzione) “la natura del Figlio non è uguale a quella del Padre” mettendo in discussione la SS TRINITÀ. ARIO, per giorni e giorni sostenne vigorosamente la sua tesi (arianesimo da non confondere con la teoria della superiorità della razza dei nazisti). Giorni e giorni.

Ma ad un certo punto il cambio di passo.

Nicola si alzò e si diresse decisamente verso lo scranno da cui parlava ARIO per l’ennesimo giorno da 4 ore di fila. “Nicola che fai? Fermati!” gli urlarono dietro gli altri componenti dell’assise. Nicola alzò la mano verso l’alto a cercare il raggio di sole che penetrava dalla finestra. Il raggio imbiancò il palmo e le cinque dita. La mano si abbassò come una saracinesca ed un suono che rimbombò nelle orecchie dei vescovi, sui pavimenti di marmo e sulle tegole del tetto fece comprendere che lo schiaffo si era manifestato. ARIO dapprima non comprese e guardò Nicola, poi lo stupore fece spazio al dolore e alle parole del greco comprese “il Figlio è generato non creato ed è della stessa sostanza del Padre. ARIO, ti stimo e ti voglio bene, ma solo tu non lo hai capito e su un po’ di impegno”

Ecco quello schiaffo fu nel Cristianesimo il cambio di passo come quando nella musica si passo dal Blues al Rhythm’n’blues. Vi fu un ritmo nuovo.

Adesso non mi ero accorto che nell’arrangiamento de LA PRIMA COSA BELLA (classica canzone melodica italiana) di NICOLA DI BARI (presentato con I RICCHI E POVERI) al Festival di San Remo 1970 (2′ posto) vi è il coro che ha partitura di Rhythm’n’blues. Questo perché l’arrangiamento è di Battisti, Di Cioccio (PFM) e Reverberi.

Nicola di Myra ci insegna che bisogna essere mattinieri e alle volte cambiare ritmo.

Buon San Nicola.

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