Gafieira Miúda – Trem das Onze

Buongiorno al “corpo”

Trem das onze (il treno delle 11:00 di sera) é la canzone simbolo di San Paolo di Brasile come “‘O sole mio” per Napoli, “O mia bela madunina” per Milano, “Roma Capoccia”, etc.. San Paolo é la città degli italiani emigrati tra l’800 e il 900, del Santos di Pelé e Zito, del Palmeiras di Vavà e Djalma Santos e del Corinthias di Rivelino e Socrates.

Scritta nel 1964 da Giovanni Rubinato, un italo-brasiliano di Cavarzere, racconta di una storia triste.

Un uomo trascorre l’intera giornata con la sua donna e all’invito di quest’ultima di rimanere per la notte lui risponde che non può perché l’ultimo treno che lo riporta a casa è alle 11:00.

“Ma dai rimani, stanotte conteremo tutte le stelle che sfiorano la luna” gli dice lei usando una metafora felliniana.

“Non posso ho l’ultimo treno alle 11, sono figlio unico e mia mamma non dorme se non mi vede rientrare” risponde.

“Ma neanche io se tu vai via. Rimani, areremo i campi dell’amore” insiste la ragazza con una metafora più decisa.

Ma lui, seppur tentennando, conferma “Sono figlio unico e non posso restare, perdo l’ultimo treno delle 11 e mamma non dorme”.

Morale: “non c’è mai l’ultimo treno, ne passa sempre un altro e mamma lo sa” (da “I dialoghi di Sant’Agostino con la madre Santa Monica”)

Una storia triste, molto triste.

RussoTraetto

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